Secondo gli esperti di tutela dei consumatori e sicurezza digitale, i truffatori online sono diventati molto più attivi: durante l’estate molti schemi di raggiro a distanza sono stati organizzati su larga scala. Tra le tecniche più diffuse ci sono siti falsi e pagine di phishing create per vendere prodotti, cibo, viaggi e biglietti. Nel solo segmento della consegna di fast food sono stati individuati oltre tremilacinquecento domini sospetti, 879 dei quali registrati in appena una settimana.
I falsi negozi di elettronica sono meno frequenti, ma non per questo meno insidiosi. Imitando marketplace grandi e piccoli, queste piattaforme possono restare online a lungo e generare profitti consistenti sfruttando utenti poco attenti. Per ingannare il visitatore usano ogni leva possibile: domini quasi identici a quelli reali, design copiato, nomi simili o facilmente confondibili. In condizioni simili diventa più complesso svolgere un’analisi commerciale del sito.
Chi acquista su questi negozi spesso trasferisce semplicemente denaro sulla carta dei truffatori e non riceve nulla. Il rischio maggiore, però, non è solo la perdita dell’importo pagato: i criminali entrano anche in possesso dei dati di pagamento. Le segnalazioni contro questi servizi raramente portano a risultati rapidi, soprattutto quando la tutela dei consumatori per gli acquisti online è debole o difficile da far valere.
Gli esperti consigliano di evitare siti sconosciuti o sospetti che vendono prodotti, di non aprire link poco chiari presenti nei messaggi pubblicitari e di usare solo piattaforme affidabili, digitando l’indirizzo manualmente. Anche il browser può aiutare a valutare l’affidabilità di un sito: se mancano protocolli di sicurezza o certificati validi, è meglio uscire subito dalla pagina e inviare una segnalazione al motore di ricerca affinché il sito venga rimosso dai risultati.
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